• Pardalis nel Serengeti

    Nell'Agosto 2013 ho avuto il piacere dipoter visitare i maggiori parchi del Nord-Est della Tanzania, popolati da animali unici, tra i quali le Stigmochelys pardalis babcocki, che sinceramente non avrei mai creduto di poter vedere.
    di Carlo Alberto Asioli

    Erano le 8 del mattino quando, armati di macchine fotografiche da urlo, con obbiettivi da far invidia ai giapponesi, ci avviamo, pronti a fotografare e vogliosi di vedere qualche scena di caccia, alla visita del più grande parco Tanzanese, il Serengeti.



    Ma quel venerdì di scene di caccia ne vedemmo ben poche e così la mancata visione aveva portato tanta tristezza, ma questa se ne andò quando mio padre alzandosi in piedi di scatto esaltando in modo frenetico, cominciò ad urlare:” UNA TARTARUGA,UNA TARTARUGA!!! GUARDA CARLO ALBERTO!! UNA TARTARUGAAA!!!”. Io con gioia infinita scesi dalla jeep per fotografare l'animale più davicino e constatai che si trattava di una femmina, giovane e con una crescita non proprio regolare, felici come bambini ripartimmo per il safari, ma ben presto ci rifermammo per fotografare e analizzare un'altro esemplare, maschio adulto.



    Dopo questi splendidi avvistamenti ho constatato alcuni aspetti dell'habitat e delle testuggini incontrate, che avrei piacere di condividere con voi. Nelle zone, in cui vivono queste meravigliose testuggini, nelle stagioni secche (da Dicembre a Marzo e da Luglio a Settembre) la vegetazione è secca, mentre nelle stagioni piovose (Da Marzo a metà Giugno e da fine Ottobre ad inizio Dicembre) la vegetazione è rigogliosa. (VEDERE FOTO AMBIENTE BRUCIATO)
    Molto spesso, a malincuore ho notato che molte parti delle zone, in cui si potrebbero trovare delle testuggini vengono incendiate in modo controllato dai rangers del parco, affinchè ricresca l'erba, che possa essere mangiata dai molti erbivori presenti, come zebre, gazzelle e gnu, questo pur essendo favorevole per i grandi animali, stermina le tartarughe presenti, non essendo in grado rispetto agli altri animali di fuggire.
    Come ho accennato in precedenza e comesi comprende dalle foto riportate il primo esemplare avvistato (femmina) non è cresciuto in modo regolare, questo è dovuto, a mio parere, esclusivamente ad una dieta troppo proteica, a causa del ritrovamento da parte del singolo animale di carogne, presenti in abbondanza nel parco (FOTO CAROGNA TROVATA A POCHI METRI DALLE TARTARUGHE) e non a fattori climatici, dato che il secondo esemplare analizzato (maschio) non si presenta piramidalizzato. Nonostante queste tartarughe vengano ancora mangiate da alcune tribù indigene e vengano sterminate da diversi incendi controllati, sono presenti anche se in basse quantità, grazie anche alla loro prolificità.



    Inoltre ho potuto osservare: alcune specie di Agama, quale la mwanzae (FOTO LUCERTOLA ROSA E BLU), in un kopje nel Serengeti e agama (FOTO ARANCIONE E BLU), nel Parco Tarangire, che vagavano nel Lodge, in cui alloggiavamo, e diverse Mabuya striata, trovate con gradimento anche all'interno della nostra camera. Voglio ringraziare: in primis i miei genitori, che mi hanno permesso di compiere questo meraviglioso viaggio e voi, lettori, con la speranza di avervi trasmesso in parte l'emozione che ho provato io.

    Carlo Alberto Asioli
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